Pierozzi Giuseppe

Giuseppe Pierozzi cresce con la passione dei colori dedicandosi fin da giovane alle varie tecniche artistiche attraverso il disegno, la incisione, la serigrafia ma soprattutto la pittura ad olio più calda ed appassionante.

Partito dalla tradizione pittorica labronica approda successivamente per alcuni anni nel figurativo moderno e di seguito nell’astrattismo e futurismo, ma il contatto fisico con la natura, con il “reale”, lo riportano verso il primo amore.

Giuseppe Pierozzi ha partecipato ad importanti manifestazioni artistiche nazionali ed internazionali, conseguendo numerosi premi ed attestati, molte le sue mostre personali in Italia ed all’estero.

Si sono interessati della sua attività artistica, con consensi favorevoli, illustri personalità della critica, della cultura ed anche riviste e volumi operanti nel settore come “ Bolaffi e Comanducci ”.

E’ Accademico Benemerito del Senato Toscano di Lettere e Scienze di Firenze “ Il Machiavello ” e dello stesso è stato Presidente Provinciale .

Pierozzi è Vice Presidente dell’associazione “ RO.ART ” di Livorno, fa parte del Centro Culturale “ TOSCANA ARTE” di Giovanni March.

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Critica di Letizia Biagini

Un giorno mi sono trovata davanti ad uno spettacolo coinvolgente e molto particolare: – una mostra di dipinti veramente notevole – e mi sono soffermata a lungo, e vi sono tornata più volte trattenendomi per bearmi di quella vista, lasciando scendere in me una dolce serenità. Mi trovavo davanti a dei dipinti che è troppo semplice definire di stile “Macchiaiolo”, poiché si va ben oltre, la macchia è luce, la luce la si trova anche nelle zone d’ombra e l’accuratezza del segno è a dir poco perfetta.

Guardando quei dipinti si ha la sensazione di essere trasportati in un mondo fantastico, come se la magia ci avvolgesse e ci conducesse in un piccolo paese di campagna, o in riva al mare, su scogliere scoscese dove vetusti alberi si abbarbicano tenacemente alle rocce con il proposito di non lasciarle precipitare in mare ed allo stesso tempo di stringersi a loro per continuare a vivere.

Che dire delle campagne in fiore dove alternati al verde dell’erba rigogliosi papaveri, vivaci margherite o spighe di avena sembrano danzare al vento che si percepisce al solo guardare tali opere. Quella delicata brezza che fa muovere i tenui steli, dando allo spettatore la netta sensazione del movimento e, se ci si concentra attentamente, come quelle opere meritano, è possibile percepire le foglie, sugli alberi di quei boschi dove luci e ombre si alternano stagione dopo stagione, frusciare lievemente regalandoci una dolce musica, e par di sentire il profumo dei campi. La stessa sensazione si prova guardando quelle marine, all’alba o al tramonto, dove piccole onde si rincorrono all’infinito e, talora solitarie barche vi si cullano pigramente, con un po’ di attenzione si può udire il rumore della risacca e percepire il profumo del salmastro.

E che dire di quei chiostri silenziosi ed invitanti pieni di fiori e di pace che ci allontanano dai problemi del mondo circostante chiudendolo fuori per vivere in quella serenità. E’ questo un mondo di fiabe? Solo un’illusione? Forse, ma la cosa certa è che è impossibile stancarsi di ammirare i dipinti di Pierozzi, che nella mia mente ho soprannominato “Il mago della luce”! . Credo che chiunque guardi con attenzione le sue opere potrebbe solo convenirne con me, poiché queste opere oltre ad essere dipinte con una indiscutibile perfezione hanno una particolarità veramente speciale – la luce – Chi è Pierozzi? Un artista che dipinge per passione, che ama il suo lavoro comunicando alle sue opere le sue sensazioni, i suoi sentimenti. Opere che non sono fini a se stesse, ciò che vi è rappresentato non comunica allo spettatore solo il piacere di guardare quei bei luoghi ma anche sensazioni di dolce e serena malinconia. La stessa serenità che si legge sul volto dell’autore.

 Letizia Biagini